Vendita della rete del gas – cause e conseguenze

Il 30 dicembre, durante l’ultimo consiglio comunale del 2024, è stata presa una decisione destinata a influenzare profondamente le vite di tutte e tutti gli umbertidesi: la maggioranza ha approvato la futura vendita della rete di distribuzione del gas metano del Comune di Umbertide. Una scelta che segna un punto di non ritorno e che richiede una riflessione approfondita sulle sue implicazioni.

Corrente ritiene che la vendita o alienazione della rete non sia stata la scelta più lungimirante. Sebbene le motivazioni presentate dall’amministrazione in consiglio, come l’introito stimato intorno ai 4 milioni di euro per le casse comunali, possano sembrare valide, queste non considerano le problematicità legate alla cessione di un’infrastruttura strategica come la rete di distribuzione del gas e le conseguenze di lungo periodo che tale decisione potrebbe comportare (per completezza, ricordiamo che la rete ad oggi non ha ancora un acquirente né un prezzo definitivo).

La rete potrebbe essere acquistata da un grande soggetto privato che, nella peggiore delle ipotesi, possiede già molte altre reti sul territorio. In tal caso, il rischio sarebbe quello di favorire la creazione di un monopolio privato sulla proprietà delle reti del gas. Una volta acquisita la rete, il privato, guidato dalle logiche del profitto, sarà incentivato a fare investimenti che, nei prossimi anni, potrebbero comportare un aumento dei costi di gestione, incidendo direttamente sulle tariffe a carico delle famiglie (queste infatti vengono definite da ARERA e sono basate anche sugli investimenti che il proprietario fa sulla rete). Infine, concentrare il controllo delle reti in poche mani rappresenta sempre un problema, poiché si rischia di creare uno sbilanciamento di potere capace di influenzare le politiche nazionali a favore dei grandi gruppi, ignorando i bisogni delle comunità.

Partendo da queste considerazioni, Corrente aveva avanzato in consiglio comunale una proposta chiara: chiedere un rinvio del voto di 15-20 giorni per esplorare alternative alla vendita. Nonostante una legge del 2022 consenta la cessione della rete in concomitanza con il bando di gara per la nuova gestione, riteniamo che sarebbe stato più opportuno valutare l’ipotesi di non vendere, ma investire sulla rete, mantenendo il controllo pubblico e migliorandone l’efficienza.

Purtroppo, la nostra proposta è stata bocciata dalla maggioranza, che ha preferito imboccare una strada apparentemente più semplice, ma ricca di incognite.

Come ribadito in consiglio comunale, Corrente sostiene fermamente che il patrimonio pubblico debba sempre essere tutelato e che la gestione dei servizi fondamentali debba rimanere nelle mani di chi si preoccupa del bene comune e non del profitto. Per noi è essenziale che le scelte politiche siano orientate al benessere della comunità e non dettate da logiche di breve termine.