Sono passati dodici mesi dal terremoto che il 9 marzo 2023 ha costretto 613 persone, abitanti delle frazioni del nostro comune, Pierantonio, Montecorona e Piandassino, e di alcune frazioni limitrofe del comune di Perugia ad abbandonare le proprie case da un momento all’altro. A un anno da questo tragico evento cerchiamo di fare il punto della situazione rispetto a quello che è stato fatto e a quello che c’è ancora da fare. Lo stato attuale di semiabbandono in cui versano le zone più colpite mette in luce l’urgenza di trovare delle soluzioni. La comunità umbertidese tutta, dovrebbe fare proprio tale senso d’urgenza così come percepito dalle persone direttamente coinvolte.
Ad oggi, seppur con iniziali difficoltà, sembra che tutti i nuclei familiari abbiano trovato soluzioni abitative alternative a quelle rese inagibili dal sisma. Inizialmente, infatti, se da un lato la maggior parte delle persone ha trovato un riparo in seconde case, da amici, parenti o andando in affitto, dall’altro alcune, meno privilegiate, si sono ritrovate a vivere per svariate settimane all’interno della palestra delle scuole di Pierantonio. Tale situazione si è stabilizzata con l’arrivo del Contributo di Autonoma Sistemazione (CAS), attivato da giugno dello scorso anno con le normali procedure emergenziali previste dalla Protezione Civile. Ricordiamo, tuttavia, che le risorse impiegate per l’erogazione del CAS non sono eterne e devono essere rinnovate ogni anno da parte dello Stato.
Tutte e tutti noi ci auguriamo che queste sistemazioni siano solo temporanee, ma ben poco si è fatto in termini concreti in questa direzione a tutti i livelli.
Rilevante è il tentativo di inserire le zone terremotate all’interno del cratere del sisma di Norcia 2016, che potrebbe imprimere un’accelerazione alle pratiche burocratiche per la ricostruzione. Tale proposta, tuttavia, ad oggi non è stata ancora accolta, nonostante l’amministrazione comunale, regionale e nazionale siano dello stesso colore politico.
In tale contesto, a livello nazionale, la bocciatura dell’emendamento proposto dal Partito Democratico alla legge di bilancio dello Stato è parsa dunque un atto dovuto nel gioco politico, in quanto Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia non potevano certo permettere che un partito di opposizione trovasse una buona idea per risolvere un problema urgente.
Nel frattempo la cittadinanza delle zone colpite ha sentito il bisogno di passare all’auto organizzazione dando vita al Comitato Rinascita 9 Marzo. L’auspicio è che questo comitato possa fungere da elemento di pressione in quei luoghi dove si prendono le decisioni, anche collaborando attivamente con i nascituri consigli di quartiere delle zone interessate dagli eventi sismici. Un primo risultato che apre spiragli di positività è stato già raggiunto, anche grazie alla mobilitazione del Comitato stesso. Infatti, è stata approvata, all’unanimità del Consiglio Regionale, una mozione che impegna la Giunta Regionale ad attivarsi presso il Governo per l’approvazione delle necessarie normative per la ricostruzione.
Per quanto riguarda il livello locale, compito dell’Amministrazione Comunale è anche quello di riportare a tutta la cittadinanza le informazioni in modo preciso e puntuale, utilizzando canali istituzionali di facile accesso per tutta la popolazione, ad esempio, convocando delle assemblee pubbliche. Quello che non deve verificarsi è la circolazione di notizie non chiare o incomplete che potrebbero generare maggiore confusione nella popolazione. Ne è un esempio la questione della sospensione dei mutui per gli immobili terremotati, che, in caso di circostanze gravi e documentabili è sì prevista, ma non automatica ed è demandata all’assenso dei singoli istituti di credito. Inoltre, si deve tenere conto che, in caso di sospensione, gli interessi continuerebbero a decorrere e ad essere sospesa sarebbe la quota capitale, per un solo anno.
Altro esempio è l’IMU dovuta su un immobile adibito a prima casa che in seguito al sisma abbia perso il requisito di abitabilità. Sebbene sia stata ampiamente pubblicizzata l’esenzione prevista per il 2024 per tutti gli immobili colpiti dal sisma, quindi non soltanto le abitazioni principali, lo stesso non è stato fatto per il 2023. Pertanto, non essendo stata nemmeno prevista una deroga alla normativa IMU vigente, le persone terremotate di Pierantonio, Piandassino e Montecorona, così come quelle del Comune di Perugia, si sono trovate costrette al pagamento di un’imposta che fino al giorno prima non era dovuta. Riteniamo grave che non ci sia stata la volontà politica di trovare le necessarie coperture finanziarie per poter prevedere un’esenzione, quantomeno per le prime case, anche per l’anno d’imposta 2023.
Il quadro a 12 mesi dal sisma non è dei migliori. Purtroppo mancano risposte concrete in grado di restituire alla popolazione terremotata una prospettiva ragionevole sui tempi e i modi di gestione della ricostruzione e, quindi, sul futuro delle frazioni colpite e dei rispettivi abitanti. È notizia recente che la scuola elementare di Pierantonio verrà ricostruita grazie ai fondi recuperati dall’assicurazione sull’edificio, una notizia sicuramente positiva. La scuola, infatti, è uno dei presidi territoriali fondamentali quando si parla di comunità. Da questo lato, l’Amministrazione Comunale, oltre a svolgere il ruolo di mediatrice con i livelli regionale e nazionale, deve svolgere il ruolo di generatore proattivo di iniziative, per pensare al futuro delle comunità colpite dal sisma. Tali iniziative dovrebbero coinvolgere tutta la popolazione e non solo le persone direttamente interessate, in modo da ricucire una comunità lacerata. Ci auguriamo che anche la nostra amministrazione possa andare in questa direzione.