Voci dal Libano: testimonianze dirette per comprendere il presente

“Voci dal Libano: testimonianze dirette per comprendere il presente”

Comprendere ciò che accade nel mondo non è un esercizio astratto, ma un atto politico e civile. Con questo spirito Corrente, in collaborazione con la Caritas Diocesana di Gubbio, promuove per domenica 26 aprile alle ore 19:00, presso il Salone della Chiesa di Cristo Risorto di Umbertide, un incontro pubblico dedicato alla situazione in Libano e ai conflitti che attraversano il Medio Oriente.

L’iniziativa nasce dal desiderio di offrire alla cittadinanza uno spazio di ascolto e approfondimento attraverso testimonianze dirette, per provare a leggere ciò che accade oltre le semplificazioni e le narrazioni frammentarie dei media.

L’incontro si svolgerà con un collegamento online con le Clarisse di Montone, che da alcuni mesi vivono in Libano. Sarà un’occasione per ascoltare in particolare la voce di suor Gloria,  concittadina umbertidese, oggi immersa quotidianamente nella complessità di quel territorio. Sarà presente in collegamento anche un giornalista che offrirà uno sguardo ulteriore sul contesto geopolitico e sulle conseguenze della guerra dal suo osservatorio sul campo.

Interverranno inoltre Federico Rondoni (portavoce di Corrente) e Don Leonardo Giannelli (responsabile della Caritas diocesana).

Secondo Corrente, mantenere uno sguardo aperto su ciò che accade nel mondo è una scelta politica necessaria. Le dinamiche internazionali e geopolitiche non riguardano luoghi remoti e separati da noi: producono effetti che arrivano anche nei territori locali, influenzano economie, diritti, migrazioni, equilibri sociali e aiutano a comprendere le conseguenze delle scelte compiute dagli Stati.

Un incontro che vuole essere anche un gesto di prossimità. «Dare voce a una concittadina come suor Gloria», continuano gli organizzatori, «significa contribuire a costruire un ponte più solido tra comunità apparentemente lontane, facendo sentire che quella distanza può essere attraversata dall’ascolto, dalla solidarietà e dal sostegno reciproco».
Conclude il gruppo: «Ascoltare testimonianze dirette, approfondire, interrogarsi insieme è un modo per non lasciare spazio all’indifferenza e per trasformare la consapevolezza in solidarietà».