Primo Maggio a Umbertide

Lavorare, più che una scelta o “dovere morale”, è una necessità. 

Lavoriamo per sopravvivere e soddisfare i nostri bisogni materiali, ma non dovremmo accontentarci di questo. Dobbiamo anche pretendere di sentirci libere e liberi di usare il tempo a nostra disposizione. 

Dovremmo smettere di considerare il lavoro, che produce il profitto di una minoranza, come mezzo di miglioramento della nostra condizione personale, ma ripensarlo come uno strumento per il benessere collettivo.

Per questo dobbiamo rivendicare dignità per ogni lavoro. 

È lavoro quello di cura, necessario e d indispensabile per il benessere di bambini e bambine, anziani e anziane, e persone non autosufficienti. Lavoro che spesso non viene retribuito se svolto da persone interne alla famiglia.

È lavoro quello delle lavoratrici madri costrette ad un part-time troppo spesso involontario, che contribuisce al sostentamento della famiglia ma che spesso relega ad un ruolo subalterno e di dipendenza economica rispetto al partner con reddito più alto. 

È lavoro quello dei e delle rider, incatenati al bisogno individualista dell’avere tutto subito e a qualsiasi ora.

È lav oro, purtroppo, anche quello che costringe a rimanere attivi ben oltre l’età pensionabile, perché l’assegno previdenziale non basta a sostenere le spese di una vita dignitosa.

È ormai un lavoro anche la ricerca di lavoro, perché quando la necessità di far fronte al costo della vita ci costringe ad impiegare tutto il nostro tempo e le nostre energie nella ricerca, a volte frustrante, di un impiego non abbiamo più tempo né possibilità di fare altro. 

Dobbiamo scendere in piazza per un’equa retribuzione ed il rinnovo dei contratti collettivi fermi da troppo tempo affinché le paghe siano finalmente adeguate al costo della vita.

Dobbiamo scendere in piazza per un congedo parentale distribuito in maniera equa tra i genitori, anche per le lavoratrici e i lavoratori a partita iva. 

Quindi, questa mattina Corrente è scesa in piazza con bandiere e striscioni, come tutte le lavoratrici e i lavoratori, perché non ci servono corporativismi e fazioni. Perché è urgente e necessario unire le lotte affinché non esista più lo sfruttamento di una classe sull’altra, per andare insieme verso il migliore dei mondi possibili.  

Viva le lavoratrici e i lavoratori! Viva il Primo Maggio!