Ieri eravamo alla Marcia PerugiAssisi

Ieri eravamo più di duecentomila alla Marcia per la Pace PerugiAssisi, la più grande di sempre.
 Perché mentre chi ha il potere alimenta le guerre, i popoli si stanno risvegliando dal torpore in cui decenni di neoliberismo ci hanno rinchiuso.

I milioni di persone che in tutto il mondo stanno scendendo in piazza, rispondono a un sistema al collasso. 
Il genocidio a Gaza ne è la prova più chiara, con la politica del più forte che tenta di giustificare l’orrore raccontandoci come la guerra è necessaria per difendere la supremazia del cosiddetto occidente.

A questa strategia noi rispondiamo con quella della pace, che tuttavia non può essere uno slogan vuoto. 
Pace vuol dire giustizia, diritto alla casa, al cibo, alla salute, a un salario dignitoso, alla sicurezza sul lavoro, allo sport, alla socialità.
Tutto ciò che il capitalismo ci sta portando via in nome di una sicurezza fatta solo di controllo e repressione.

Ieri eravamo alla PerugiAssisi per dire basta al finanziamento del complesso militare-industriale. Per opporre alle guerre degli stati la solidarietà internazionale tra i popoli.


Perché la pace in Palestina esisterà solo quando ci sarà giustizia. Un popolo sotto occupazione da un secolo, vittima di un genocidio, si merita più di un piano coloniale travestito da pace.

Ieri c’eravamo noi, c’erano le studentesse e gli studenti del Campus Da Vinci, e tante e tanti umbertidesi.


Perché Umbertide lo sa da che parte stare.