“E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava, una volta, per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiamo vittoria troppo presto: il grembo da cui nacque è ancora fecondo.” – Bertolt Brecht
Le parole, come quelle di Brecht, hanno la capacità di ispirarci e farci comprendere l’importanza delle azioni. Proprio per questo, ieri, 25 aprile, non potevamo che abbandonare la piazza dove si sarebbero dovute commemorare le vittime del bombardamento del 1944 e lanciare un messaggio di ripudio alla guerra; messaggio che deriva direttamente dalla Costituzione Italiana, nata dalla Resistenza al fascismo. Una piazza che si è invece preferito utilizzare come spazio elettorale in vista delle prossime elezioni regionali. Riteniamo, infatti, che la scelta dell’amministrazione comunale di invitare sul palco la Presidente della Regione sia stato un atto inopportuno e offensivo alla memoria del 25 aprile.
Come più volte ricordato anche dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, chi sostiene autonomia differenziata e presidenzialismo mette a repentaglio le basi e i principi democratici e universalistici della nostra Costituzione. Proprio per questo non possiamo accettare che le piazze del 25 aprile, che ogni anno riaffermano la necessità di mantenere alta l’attenzione contro le aggressioni politiche alla Carta Costituzionale, vengano utilizzate a fini elettorali da chi vuole cancellare i diritti costituzionali.
Queste sono le motivazioni che ieri ci hanno spinto ad abbandonare piazza XXV Aprile e a popolare pacificamente Piazza Matteotti, così come fatto dall’A.N.P.I., per celebrare degnamente questo 25 aprile con i canti della Resistenza. Non basta, infatti, cantare vittoria per la liberazione conquistata 79 anni fa, ma è necessario lottare per riaffermare come inequivocabile il processo che ci ha portato alla Liberazione, perché il grembo da cui il mostro nacque è ancora fecondo in Italia e in Europa.