Primo maggio 2025 – Quale Sicurezza?

Il Primo Maggio è da sempre una giornata non soltanto di festa, ma anche e soprattutto di rivendicazione. In questa giornata, i lavoratori e le lavoratrici sostengono con orgoglio che è attraverso il loro lavoro che si crea la ricchezza nel mondo. 

Per colpa della precarizzazione, dell’insicurezza generale, dell’instabilità dell’economia, spesso però ce ne dimentichiamo; ci siamo convinti che avere un lavoro sia una fortuna, che dobbiamo essere grati a chi ci paga uno stipendio. Ci siamo dimenticati di essere noi, come forza lavoro e classe produttiva, la vera ricchezza. 


I lavoratori e le lavoratrici del passato hanno conquistato, con le proprie lotte, diritti che diamo per scontati e che oggi vediamo sempre più erodere senza essere in grado di reagire. Recentemente, il Decreto Sicurezza varato dal governo Meloni ha reso evidente la volontà di criminalizzare il dissenso rendendo sempre più difficile manifestare o scioperare per i propri diritti senza incorrere nella repressione. 

Il Governo invece non parla di sicurezza nei luoghi di lavoro: incidenti gravi o mortali accadono praticamente ogni giorno, ma non si pensa a delle politiche più stringenti verso quelle aziende che risparmiano sulla sicurezza, sui DPI o di sito e sulle procedure da attuare per evitare incidenti, o per affrontarli più razionalmente. Anzi, il Governo ha alleggerito le norme di controllo della sicurezza sul lavoro, ad esempio togliendo i controlli a sorpresa.  

Non si parla di sicurezza del lavoro, nel senso di stabilità e di protezione dai licenziamenti ingiustificati, quando vi è un’evidente disparità di trattamento fra lavoratori assunti prima o dopo il 7 marzo 2015 e fra lavoratori delle ditte con più o meno di 15 dipendenti, come se fosse davvero il numero di dipendenti – e non il fatturato – a decretare il potere economico di un’azienda.
Non si parla di sicurezza del lavoro in un periodo storico in cui il ricorso al tempo determinato è totalmente selvaggio e funzionale soltanto a ribadire il potere di vita o di morte del Capitale sui lavoratori e le lavoratrici. I rinnovi dei contratti collettivi nazionali sono bloccati da anni, gli stipendi assolutamente non adeguati all’aumento del costo della vita e la proliferazione di sindacati cosiddetti “gialli” non fa che minare la credibilità e l’efficacia dei corpi intermedi.

Corrente crede che la sicurezza sia prima di tutto da costruire a livello sociale, con investimenti nella sanità pubblica e nell’istruzione ad ogni livello, nel diritto all’abitare, nel lavoro stabile e giustamente retribuito.

Non crediamo e non crederemo mai alla demagogia securitaria in cui la militarizzazione  e il conflitto armato sembrano essere le uniche forme di soluzione delle controversie, perché sappiamo benissimo che le guerre non sono mai nell’interesse dei popoli.


Pertanto il nostro invito è ad unirci nella difesa di ciò che riteniamo più giusto: la sanità e la scuola pubbliche, la 194, il diritto alla casa, all’autodeterminazione, il rispetto dell’ambiente, la pace tra i popoli.

In questo Primo Maggio vogliamo anche ricordare le lavoratrici e i lavoratori del nostro Ospedale, che non conoscono il loro futuro a causa dei lavori che interesseranno la struttura ospedaliera di Umbertide. Sappiamo che tali lavori sono necessari, ma sappiamo anche che ancora non è arrivata nessuna conferma ufficiale che i servizi, momentaneamente dislocati, torneranno a Umbertide.

E nel ribadire che la partecipazione è l’unica vera forma di democrazia, Corrente vi invita ad andare a votare ai Referendum dell’8 e 9 giugno: la possibilità di cambiare ciò che riteniamo ingiusto passa anche da quei 5 sì.