Oggi il Consiglio comunale di Umbertide ha toccato uno dei punti più bassi degli ultimi anni. Come opposizioni, Corrente, Partito Democratico e Progressisti per l’Innovazione, abbiamo presentato un ordine del giorno nel quale chiedevamo che l’Amministrazione si esprimesse pubblicamente sul riconoscimento dello stato di Palestina e sulla fine del genocidio a Gaza.
Nonostante l’ampia partecipazione popolare, con una sala del Consiglio gremita di persone, e la discussione sul tema, che poteva far presagire un voto favorevole nei confronti di questo ordine del giorno, il risultato purtroppo è stato ben diverso.
Senza aver dato nessun tipo di giustificazione politica rispetto alla decisione presa, se non quella di ritenere che il Comune non si debba esprimere su questioni di politica internazionale, la maggioranza, in blocco, ha bocciato l’ordine del giorno. Ancora peggiore è stato il silenzio del nostro Sindaco, che non ha detto una parola.
Per noi oggi era necessario sentire l’opinione di chi ci governa, perché è questo il momento di decidere da quale parte della storia stare. Se è vero che i comuni sono solo un piccolo tassello all’interno del panorama politico globale, è anche vero che sono quelli più vicini alle persone, con le quali queste possono confrontarsi ogni giorno e da cui può venire un segnale. Isolare Umbertide e pensare che l’Amministrazione non si debba esprimere su quanto accade nel mondo, significa non dare risposte rispetto alla crisi globale che tutti noi stiamo vivendo in un modo o nell’altro.
Oggi era necessario votare l’ordine del giorno presentato, non tanto perché avrebbe cambiato gli assetti internazionali, ma per dimostrare che il nostro Comune è vicino a chi soffre, a tutte quelle persone a cui è stato rubato il futuro, donne, uomini, bambini per cui la vita al momento è un inferno in terra che si chiama Gaza.
Dopo la votazione, che come opposizioni abbiamo reputato inaccettabile, siamo usciti dall’aula perché se il Consiglio comunale non può esprimersi su un genocidio in diretta, allora forse non ha senso che si esprima su niente.